Madness, una follia saporita a Benevento

1 Scritto da - 5 ottobre 2015 - di cibo, esperienze

Madness, follia. Follia ricamata con citazioni sulle tovagliette e sulle pareti, nel menù. Sinceramente non è chiaro il perché di ciò che appare un tentativo di surrealtà in un pub. E questa scarsa chiarezza rende il tentativo ardito ma riuscito. La curiosità induce a ripensare l’esperienza, il luogo. Deve trattarsi di una sottile e probabilmente inconsapevole strategia di marketing.

La follia data di riconoscere è nel luogo, una villetta alla periferia di una città pigra e anche del paese nel cui territorio è edificata, e nell’uso di HERE, un’applicazione di geolocalizzazione che dovrebbe aiutare a raggiungere il pub e che invece snerva. Si parte, dunque, senza che sia del tutto chiaro dove andare. Chi ha attraversato in auto l’Europa quando GPS al più poteva essere l’acronimo di Grande Patata Scaldata è fortificato e non si spaventerà all’idea di trovare a tentoni contrada Mezzacapo, in territorio del Comune di San Nicola Manfredi, a ridosso della piccola Benevento. Tutti gli altri sappiano che vecchie analogiche frecce direzionali compaiono al primo bivio e conducono per mano sino innanzi al locale.  Resta da riflettere sulla ridicola inquietudine che ci assale non appena la nostra odierna, deviata ambizione di affidarci a un’app si inceppa per un aggiornamento mancante, una password smarrita, una user dimenticata.

Un’ala di una villetta su un piccolo rilievo in posizione panoramica, campagna nera di notte tutt’intorno. La memoria involontaria proietta immagini di serate tristi di gioventù : depressione condivisa, improbabili locali squallidi, fumi, hamburger bruciati, patatine ambrate, orologi molli, Claudio Lolli e Pink Floyd a palla.

Il passato per fortuna è passato e “Madness”, un nuovo pub, ci regala, tra l’altro, il piacere di confermarlo. Ogni paventato riproporsi di vecchi paranoici cliché giovanili è sventato: ambiente curato con minuzia, non banale seppur un po’ appiattito sullo stile poco autentico del pub inglese, pulizia, aria rinfrescata, accoglienza cordiale ed estremamente educata. Menù ben articolato in piatti (spiccano il poker di wrustel e la tagliata irlandese), taglieri, panini, hamburger e ciabatte. Tra queste ultime salta all’occhio quella che guarda oltre, in un futuro indeterminato e presumibilmente remoto, quando finalmente esisterà la DOP del “Caciocavallo di Castelfranco”, che oggi, invece, non esiste e di cui agli amici di Castelfranco in Miscano, produttori di fantastici caci, da anni segnaliamo la necessità.

Piccola selezione di birre in bottiglia. Buon assortimento alla spina.

Farciture elaborate con equilibrio, carne, altri ingredienti e condimenti di buona qualità, non violentata in cucina.

Gli hamburger tendono ad essere serviti dopo una cottura troppo mite ma basta segnalare la preferenza per un well done che si è accontentati. Nessuna presunzione e prevaricazione, dunque, del cuoco e del titolare, come pure in altri casi ci è capitato di dover subire.

Davvero saporito l’hamburger con lardo e primo sale di pecora; per palati più delicati quello con provola e verdure grigliate. Si va via col desiderio di tornare.

Prezzi decisamente contenuti per il livello dell’offerta.

Fuori dal buggerìo del centro città, ed è aspetto di non scarsa rilevanza.

 

Piacere di arrivare: ** Se preferite la tecnologia affidatevi alle coordinate che pubblichiamo qui per impostare il vostro GPS. In alternativa Superate la città oltre il quartiere Pace Vecchia e poi seguite le indicazioni che in pochi attimi vi conducono sul posto. Salita ripida che induce qualche dubbio sulla giusta direzione, presto fugato dall’apparizione della discreta ma visibile insegna luminosa del locale. Il parcheggio poco comodo, in fondo ad un declivio scoraggiante, induce violare qualche regola ed accostare l’auto sul ciglio della strada (tra l’altro poco frequentata).

Piacere di essere accolti: **** Bella gioventù efficiente, educata, attenta, disponibile.

Piacere del desinare: ****  I tavoli sono posti larghi dal che ne deriva comodità. Pietanze gustose e senza eccessi di condimenti coprenti.

Piacere dopo pasto: **** prezzi contenuti rispetto ad offerte analoghe e talora più scadenti. Si rientra in pochi attimi in città. In alternativa ci si può addentrare nella misteriosa bellezza notturna delle colline beneventane e dominare la vallata illuminata da grumi di punti di luce.

Madness Pub
Contrada Mezzacapo, 12
San Nicola Manfredi (BN)
Latitudine 41,092165 – Longitudine 14,819553
Tel. 393 709 2015
 

 

 
INSEGNA MADNESS

 

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La foto del panino in testa a questo post è di Pio Muto. L’immagine del logo del pub è presa direttamente dalla pagina Facebook del pub stesso.

1 Commento

  • Bevute di inizio anno [auguri, néh!] : stralci di vite 5 gennaio 2016 - 9:05 Rispondi

    […] quanto sperduto nella «campagna nera di notte tutt’intorno» (cit. Antonio Medici – leggi qui) che […]

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